sabato, 14 novembre 2009
 

IO TI PERDONO
se ne parla qui.
postato da: labuccia alle ore novembre 14, 2009 22:40 | Permalink | commenti (1)
categoria:massimo maugeri, letteratitudine, elisabetta bucciarelli, io ti perdono
venerdì, 13 novembre 2009
 MI PARE CHIARO (a voi no?)

(...)
Uno che per vie diritte cammini
uno che in opere giuste s'adopri

uno che conservi un cuore sincero
uno che abbia monde le labbra da inganni

uno che al prossimo male non faccia
uno che al fratello non rechi offesa

uno che all'infame la stima rifiuti
(...)

Salmo 15
postato da: labuccia alle ore novembre 13, 2009 13:19 | Permalink | commenti (8)
categoria:salmi
giovedì, 12 novembre 2009
 TO MAKE YOU FEEL MY LOVE
 
(...) La versione integrale sul blog di Marta: QUI.

Autrice di questo noir è Elisabetta Bucciarelli. Il tema principale , il perdono , viene abilmente collegato alle indagini della protagonista Maria Dolores Vergani ( indagini che vanno a riguardare i Mali del mondo come lo stupro , la pedofilia e la prostituzione ) , nonchè anche alla vita sentimentale di quest’ultima.
Con le citazioni che riporto ora , spero di invogliare chiunque a comprarlo/leggero.   P.s Spero un giorno riuscirete a scusarmi per questo lessico da persona troppo seria.

“Una storia fatta di parole. Di immagini. Suoni. Distanze. Era iniziata con uno scambio di informazioni. Poi un’azione concordata , Polizia e Guardia di Finanza. Divise diverse ma gli stessi intenti. Lo sguardo alla giustizia. Un credo comune. Telefonate. Mail. E fine settimana silenziosi. Amanti senza esserlo. Clandestini senza toccarsi. Eppure profondamente legati. Seduti fianco a fianco sulle panchine. A parlare. Per mano al massimo. Come due scolaretti.

A lei era già successo di trovarsi coinvolta in sentimenti difficili da nominare. A lui no. Le aveva detto : ‘Adesso capisco che non ho mai davvero tradito mia moglie’. Perchè il sesso non è la stessa cosa di un pensiero fisso che non ti abbandona per tutto il giorno. Il desiderio dei corpi si esaurisce , lentamente magari. Quello delle anime no.”


“La soglia di sopportazione del male. Ognuno ha la sua. L’abitudine a frequentarlo , certo , rafforza. Crudeltà , cattiveria , sadismo , plagio , quante forme esistevano capaci di piegare fino a spezzare il corpo di un uomo? E ognuna doveva fare i conti con le resistenze individuali. Non tutti siamo capaci di attuare le stesse difese. Non siamo permeabili al dolore nello stesso modo. Non abbiamo la stessa consuetudine alla frequentazione del Male.
Maria Dolores Vergani era corazzata. Distanza terapeutica più assuefazioni alle esercitazioni demoniache. Una bella campana di acciaio che si portava dietro come il carapace di una testuggine o l’armatura di un cavaliere medievale. Ma esistono sempre delle impercettibili fessure dove l’acqua , la sabbia e l’aria riescono a infiltrarsi. Scavare lentamente e a fondo. Smuovere e corrompere. Di quelle aveva paura”

“Tanto la Vergani era in grado di comprendere gli altri , sostenerli e svelarli nelle loro malefatte , quanto era totalmente incapace di avvicinarli senza la sua professionale distanza terapeutica. E nelle faccende di cuore , quelle private , era da sempre incapace di utilizzare l’organo preposto. Che non era in mezzo alle gambe , ma al centro del cuore. Alzava barriere , creava labirinti , proponeva difficoltà.
Adesso , scavallando il dosso dei quaranta , si sentiva di rischiare forse in dovere verso se stessa , o forse suo malgrado presa per stanchezza. Su fronti diversi. Con lo stesso comune denominatore. Rimetterci. Soccombere. Era forte , sì. Ma a rinunciare. Non a vivere. Lì si perdeva via.”

“Il cuore si nutre di fantasie , l’anima sembra saziarsi di affinità , ma nessuno spazio di vita reale mette alla prova la resistenza di fronte alla frustrazione e al dolore che qualunque storia affettiva vera porta con sè.”
postato da: labuccia alle ore novembre 12, 2009 00:01 | Permalink | commenti
categoria:recensione, blog, io ti perdono, elisabetta bucciarelli godblessm, elisabetta bucciarelli godblessm
mercoledì, 11 novembre 2009
 IL MITO RESISTE!

La letteratura e il persistere dei temi eterni

Ma il mito resiste. 
Nonostante gli attacchi del presente

di Ohannès Choukhadarian«Occidente per principianti è un capolavoro. Lo pensa Tiziano Scarpa, e ne parla con Nicola Lagioia» (su Nazione Indiana, ottobre 2004). È unterminus a quo fra i molti, magari non il più significativo, tuttavia racconta bene uno dei modi con che la narrativa italiana di oggi si racconta. L'autoelogio, ovvero anche la lode del vicino di casa, vi sono praticate alla maniera antica, senza dubbio, ma con quel di più d'impudenza che è forse un tratto della contemporaneità. Siccome non tutti ricorderanno di che consti Occidente per principianti, vale la pena di farlo raccontare allo stesso Scarpa, nel 2004 non ancora vincitore di Premio Strega: «Il protagonista chiama la sua amica-amante Zelda, come la moglie di Scott Fitzgerald… I personaggi si mettono in viaggio per ritrovare il primo amorucolo, ancora in vita, di Rodolfo Valentino… Dunque siamo soltanto riverberi ectoplasmatici di una cultura-spettacolo più grande di noi? Siamo condannati a stare con gli occhi fissi sui vip di ieri e di oggi, e a raccontarli? La vita è un’ininterrotta mitopoiesi dei miti che non ci riguardano e che ci riguardano troppo, essendo noi dei semplici mitòpati?» (grassetto in originale). 

Il nucleo di questa finta domanda, scritta peraltro nell'italiano epilettico di molti narratori italiani maschi attorno ai quarantanni, è nell'aggettivo che la chiude: mitòpati. Dando e non concedendo che la parola esista, inferendo dal suffisso che voglia dire timorosi del mito, essa racconta bene un malanno della letteratura italiana di oggi. Senza conoscere l'intervista in causa, ne spiega bene sintomi e patologia Giuseppe Conte, in un recente contributo (“Nuove utopie e nuove avventure. Così si ritorna mitici”, ne Il giornale, 7 novembre 2009). Sarebbe da citare per esteso, se ne sceglie un passo per tutti: «E quei bravi ragazzi volonterosi che hanno inventato la New Italian Epic, possibile che nessuno gli dica che, chiamandola così, si mostrano poco new, poco epic, e molto italian, cioè italiani provinciali affetti da esterofilia congenita». 

Precisamente. Sono gli eterni giovanotti che lodano John Barth e hanno letto di passaggio Dos Passos, che hanno Houellebecq come interlocutore e magari gli è sfuggito François Mauriac. Soprattutto, sono quelli dei romanzi sdraiati sul presente, in genere promossi quando non recensiti con somma lode da critici coetanei i cui punti di riferimento stanno fra il Gruppo 63 e Nanni Balestrini. Dice ancora Conte: «Quelli credono ancora al meta-romanzo, sono pronti a idolatrare, che so, Pizzuto e a infierire contro Eco, che a suo modo ha tentato una fusione tra genere alto e basso non estranea a una componente mitica. Ma nonostante i suoi nemici, il mito resiste». 

Il mito resiste e costringe a parlare di temi eterni. Non già l'assoluto che il pur bravo Giuseppe Genna nomina a ogni piè sospinto (in Le teste, sua ultima uscita per Mondadori, il lemma ricorre con frequenza imbarazzante), sì piuttosto questioni come la colpa, il male, il dolore – e anche l'eros, ci mancherebbe, caro a Conte, al di lui nume D. H. Lawrence e a quanti altri ancora. E intanto, qualcuno che prova a raccontare anche in chiave mitica c'è. Alcune sono donne, più o meno giovani, e usano strumenti in apparenza inadatti (il noir, il thriller) per parlare d'altro. La più navigata, l'unica che scriva davvero per mestiere oltre che per vocazione, è l'Elisabetta Bucciarelli, soprattutto col dichiarativo Io ti perdono (Milano, Kowalski, 2009). Questo è davvero un catalogo di oggetti mitologici mascherati, beninteso, al presente: non facevano d'altronde anche così gli dèi greci? Qui, e in ispecie nella possente figura dell'ispettore di polizia Dolores Vergani, soffia forte lo spirito di Ermes.
CONTINUA...

ON AIR. Io ti perdono, oggi alle 16.35 è qui. Si ascolta anche on line.

 
 
 
postato da: labuccia alle ore novembre 11, 2009 09:16 | Permalink | commenti (1)
categoria:recensione, mito, radio città fujiko, io ti perdono, CHOUKHADARIAN
martedì, 10 novembre 2009
 SMETTIAMO DI SORPRENDERCI (e rimanerci male)

"Smettiamo di sorprenderci che la Provvidenza ne ricompensi generosamente la duttilità, e che dalla loro abiezione conseguano onori, ricchezza e stima da parte degli Stati bene amministrati."

Chi ha orecchie e occhi per intendere :) chi ha voglia di saperne di più si rivolga, ancora una volta, al Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei Cortigiani, del solito d'Holbach ;)
postato da: labuccia alle ore novembre 10, 2009 12:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:leccare, cortigiani, d'Holbach
lunedì, 09 novembre 2009
 LA NOSTRA FEDE

Nel corredo della normalità d'ordinanza è dato, irrinunciabile, il fatto che siamo cattolici - credenti e cattolici. In realtà quella è l'anomalia, la pazzia con cui ribaltiamo il teorema della nostra semplicità, ma a noi pare tutto molto ordinario, regolamentare. Si crede, e non sembra esserci un'altra possibilità. Ciò nondimeno, si crede con ferocia, e fame, non di una fede tranquilla, ma di una passione incontrollata, come un bisogno fisico, un'urgenza. E' il seme di una qualche follia - l'addensarsi evidente di un temporale all'orizzonte.

(Andate avanti a leggere.)

Alessandro Baricco, Emmaus, Feltrinelli.
postato da: labuccia alle ore novembre 09, 2009 11:57 | Permalink | commenti (5)
categoria:leggere, fede, credere, alessandro baricco, emmaus
domenica, 08 novembre 2009
 STRISCIARE E' UN'ARTE

"Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale, ma solamente quella del padrone... Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone... deve tenere ben presente che il Sovrano e più in generale l'uomo che sta al comando non ha mai torto."


Paul H.D. d'Holbach, Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei cortigiani, il melangolo.

Guardatevi intorno, non ne vedete anche voi di cortigiani tanto bravi da sembrare addirittura altro? Bene, se volete fare pratica e diventare bravi cortigiani, ecco, con un tempismo perfetto, questo sagace saggio è per voi :) 
postato da: labuccia alle ore novembre 08, 2009 15:43 | Permalink | commenti (7)
categoria:cortigiani, strisciare, paul H.D. d'Holbach, saggio sull'arte di strisciare
sabato, 07 novembre 2009
 
Sfogo di un giovane poeta

Mi arriva Ali, rivista d'arte, letteratura e idee. La leggo sempre, io leggo quasi tutto quello che mi viene mandato, e trovo che contenga moltissimi spunti interessanti per riflettere sulla poesia e sui se-dicenti poeti (ma vale anche per gli scrittori di altro). A fare un poeta non basta un libro di poesie. Ma questo lo sappiamo tutti. Lo sfogo è di Salvatore Della Capa. Argomentato, sincero, appassionato. Lui è nato nel 1982 a Napoli e fa tante cose. Si lamenta, soprattutto, dell'impossibilità di confrontarsi. Di parlare, tra poeti, del proprio lavoro in modo fertile e costruttivo. Lamenta l'assenza di maestri generosi e capaci di indicare una via che non sia quella per il loro personale palcoscenico. Se la trovo in rete la pubblico questa lettera, altrimenti rivolgetevi al direttore Gian Ruggero Manzoni, info@gianruggeromanzoni.it e chiedetegli di girarvela.



"SOLTANTO CHI NON HA APPROFONDITO NULLA PUO' AVERE DELLE CONVINZIONI"

Emil Cioran
postato da: labuccia alle ore novembre 07, 2009 13:55 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia, scrittura, ali , poeti, emil cioran, gian ruggero manzoni, Salvatore Della Capa, salvatore della capa
venerdì, 06 novembre 2009
SI', NON TU.

Sei comparso un giorno.
Sì, non tu, lo so,
ma l'idea di un altro.

E' una poesia di Carmen Iarrea, (il titolo del post non è il titolo della poesia, che non ha un titolo), si trova in una raccolta appena uscita per Raffaelli Editore, Territorio di libertà. Un libro raffinato, elegante, con stupore tra le parole.
giovedì, 05 novembre 2009
 VOGLIA DI LEGGERE

Baricco a parte, che stimola la curiosità per il tema, stanno uscendo libri che mi attirano molto.
Da comprare, ancora, Suttre di Cormac McCarthy. Che so già, che so già.
Carrino letto, finito e ancora (per chissà quanto) da metabolizzare. Lo presenterò a Milano il 24 Novembre, orario e luogo più avanti. Sarà un'occasione per parlare del libro ma anche di malattia mentale e di emozioni. Di parole per dire e per negare. Di memoria e di attesa. Sono pronti anche i Wu Ming, con Altai che appare dalla quarta, denso e spesso. Con loro mi sembra sempre di andare in ottovolante, quindi spero in un viaggio mitico. Poi c'è Stephen King, che non mi sento ancora di affrontare, credo lo lascerò per le vacanze di Natale. Una sicura compagnia. Sto aspettando recensioni affidabili di suoi estimatori reali prima di lanciarmi, corpo morto, tra le sue pagine. Tra le cose impreviste, Gianluca Mercadante. Il suo Polaroid è arrivato ieri (grazie Gianluca!!!) e inizierò a leggerlo in questo fine settimana. Infine le poesie di Carmen Iarrera. Proprio così. Dal romanzo alla poesia. Ne posterò alcune.


Venerdì sera sarò a Novate Milanese con Io ti perdono, che ha chiuso il suo semestre con una bella notizia. E' in traduzione in Germania presso una grande casa editrice :)
postato da: labuccia alle ore novembre 05, 2009 15:04 | Permalink | commenti
categoria:baricco, wu ming, stephen king, cormac mccarthy, carrino, mercadante, altai, suttre
mercoledì, 04 novembre 2009
 VAMPIRI
Siamo circondati dai vampiri. Succhiasangue, sanguisughe, parassiti. Tentano con la lusinga di legarci. Tolgono le energie. Vivono del nostro sangue. Sia esso sentimento, ragione o professione. Un interessante scritto, su Carmilla, oggi. E' di Valerio Evangelisti.

"Di tutti i mostri della letteratura fantastica, il vampiro è di gran lunga il più anomalo e affascinante. Intanto non piega le sue vittime per costrizione, quanto piuttosto per seduzione. E poi perché è quello che meglio si presta a un uso metaforico. Succhiare energie, alimentarsi delle forze altrui, fare di esseri viventi dei non-morti. Ognuno può immaginare facili parallelismi o accostamenti temporali più o meno azzardati. Tipo il fatto che il Dracula di Bram Stoker venga scritto tra la prima e la seconda rivoluzione industriale, quando intere comunità umane sono distrutte e rimodellate a fini puramente economici. In fondo il romanzo, trasferendo il nosferatu dalla Transilvania a Londra, fornisce un'involontaria sintesi di quell'evento storico."
continua Qui.

Il sito di Io ti perdono, aggiornato, Qui.



postato da: labuccia alle ore novembre 04, 2009 09:35 | Permalink | commenti
categoria:dracula
martedì, 03 novembre 2009
 IO CREDO (e il pudore)

Credo, forse domani, che stia per uscire un libro importante. Non l'ha scritto un autore tra quelli che prendo di solito come riferimento. E' di Alessandro Baricco, il titolo: Emmaus, la casa editrice Feltrinelli. Ma i temi che tratta, almeno da quanto si evince dall'articolo di Starnone su Repubblica, ripreso integralmente QUI, mi sembrano molto aderenti alla mia ricerca personale. Sono curiosa di aprire le pagine e leggere, e non mi capita spesso. Credo sia anche arrivato al momento opportuno. Questa, talvolta, è la magia dei libri, se abbandoniamo preconcetti e rigidità di schieramenti. Se abbiamo voglia di entrare nei mondi degli altri, vedere come risolvono, e magari, se ci convincono, portare qualche frammento nel nostro pensiero spesso troppo rigido. Senza arroganza e senza presunzione. Senza offendere. Perché, chi più e chi meno, siamo tutti malati di qualcosa, tossici e dipendenti a nostro modo, tutti abbiamo paura. C'è chi lo ostenta e chi mantiene ancora una forma di pudore. Fa spavento questa parola. E' fuori moda. Datata. (Mi sono stufata di sentir parlare di corpo delle donne da gossip e da spettacolino della domenica. Va di moda, l'avrete capito e mi sa tanto di ennesima strumentalizzazione per mandare tutto in nulla). Pudore. Non è vivere in clausura, non mostrare o giocare a non esserci. E' legato a doppio filo al rispetto, ai toni, ai modi, alla discrezione. A una forma di bellezza e di eleganza che si esercita vivendo, buttandosi nella mischia, rischiando, confrontandosi con il mondo. Priva di aggressività, frustrazione, vendetta, rabbia. Il pudore scappa quando non c'è aderenza tra le nostre aspettative (ci sentiamo delle menti geniali) e il piano di realtà (siamo persone normali). Spariamo alle gambe. Senza pudore. Neanche per la nostra misera maschera. Scomposti. E' un esercizio continuo. Quello di mirare ad alcune cose e non ad altre. Come il pudore, antico e fuori moda, anche nel nostro mostrarci e nel necessario dire. Traguardi troppo elevati, ma che gusto c'è altrimenti? 

Qui, invece, un confronto sul libro di L.R. Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero. Sempre a proposito di pudore, un libro che ne contiene più di quanto apparentemente possa sembrare.

Io ti perdono, venerdì 6 Novembre è QUI.

Mentre domenica sarò Qui, a presentare un originale libro (no-noir) targato Perdisa, che parla di Alessandro Manzoni (uno dei più grandi scrittori noir :)



lunedì, 02 novembre 2009
 Le cose brutte

Le cose brutte, brutte assai, come la notte il terremoto la morte, vogliono un abbraccio forte per andarsene lontano.

L.R. Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero

(mannaggia a te Luigi...)

Su Carmilla, oggi, qualcosa mi riguarda. Grazie.


postato da: labuccia alle ore novembre 02, 2009 09:50 | Permalink | commenti
categoria:donne, corpo, femminile, carmilla, elisabetta bucciarelli, io ti perdono
mercoledì, 28 ottobre 2009
 
Silenzio e letture


Per qualche giorno non ci sarò. Devo portare a termine il mio compito di giurato del Lama e Trama. Guarire da questa influ-mutante che mi ha invaso. Cambiare prospettiva. E anche orizzonte. E altro che adesso non mi ricordo.

Intanto segnalo qualche libro e il prossimo appuntamento con Io ti perdono.

Sulla pila dei libri in attesa: Carrino, Pozzoromolo, Meridianozero. So già che lo leggerò senza separarlo dalla simpatia viscerale che mi lega a Luigi. Una di quelle persone che mi viene istintivo abbracciare, senza sbagliarmi, (come mi è successo ultimamente non poche volte).

Alessandro Castellari, Manzoni si diverte, Perdisa. Acuto e arguto. Colto e capace di utilizzare le parole. Lo presento a Milano tra due domeniche. Vi dirò meglio.

John Rawls, Una teoria della giustizia, Feltrinelli. 

Renato Ornaghi, Il Cammino di Sant'Agostino, Opificio Monzese delle Pietre Dure. Ne sentirete parlare a lungo dalla sottoscritta :)

Venerdì 6 Novembre alle 21, sarò a Novate Milanese con Io ti perdono. I dati precisi la prossima settimana.

Qualcuno mi ha chiesto come è finito il pugilato letterario di Biella. Allora, serata veramente, ma veramente emozionante. 500 persone sedute davanti e un'ora e 45 minuti di combattimento letterario. L'ho avuta vinta, ho distrutto gli Uomini che odiano le donne. Il libro, non certo la mia sfidante :) tosta e combattiva. Gran bella emozione. 

passate un buon fine settimana.

Liz



lunedì, 26 ottobre 2009
 IMPOSSIBILE TACERE

Con la febbre, pazienza. Ma il pezzo di Isabella Bossi Fedrigotti sul Corsera di oggi, mi richiama al doveroso senso umano, per l'umano, per l'anima dell'umano. Già questa notizia mi ha abbastanza sconvolto, tanto che ne ho parlato a lungo con amici che si occupano di nera e giudiziaria. Già mi pareva assurdo e strano, disumano, direi. Già non mi sentivo in un paese civile. Ma se anche lei, la Fedrigotti, sente la necessità di esprimersi, allora occorre seguire e dare voce.

Il corpo delle donne è delle donne. Non è che un dato di fatto. Il corpo delle donne è bello, e voi che non lo potete avere semplicemente perché non è vostro, perché il vostro potere non contempla il dominio del corpo altrui, dovete accettarlo. Ha dei confini che non vi comprendono.
<Quella lì si è divertita pure lei>. Stiamo parlando della quindicenne che nel 2007 a Montalto di Castro è stata violentata da otto ragazzi, i quali, pur affidati ai servizi sociali, girano liberi per il paese.  Racconta la Fedrigotti che i compaesani dei delinquenti, hanno rincarato la dose di luogo comune e maschilismo becero, anche in televisione. Mi dispiace prendere atto di essere tornata strega, da reprimere appena nata, da sopprimere se cresce troppo, se mantiene i lunghi capelli, se accorcia le gonne, se sorride e appare. Che bella, invece, la "baldanzosa natura cacciatrice dei giovani maschi", al galoppo in cerca di prede (leggete l'ultimo saggio di Marina Valcarenghi), arroganti e presuntuosi, ma pieni di una pochezza senza limiti. Violenze fisiche e violenze morali. Plagio e stupro.
Vergogna. Mi vergogno di queste leggi inconsistenti che impediscono di applicare una giustizia chiara e quasi gridano che lo stupro collettivo non è poi così grave. Una bravata da rieducare sul campo. Vittima e carnefici (loro tanti, lei una sola), nello stesso bar. Nelle stesse strade. Nello stesso cinema. 
Vergogna. Che siano mandati al confino di un paese, di una città, di uno stato. Pene esemplari. Fatiche. Lavoro. 
Cerchiamo vaccini per l'influenza, curiamo il corpo, lo rendiamo forte e indistruttibile, e permettiamo la corrosione continua e quotidiana dell'anima. 
Vergogna.
Ripartiamo dalla base. Dalle cose importanti. Dall'identità. Dal fatto che siamo esseri umani e anche persone. Dalle parole: dignità, rispetto, ascolto, onestà. Senza aver paura di richiamare, una volta tanto, la morale. Un Dio che sappia danzare. O un padre di famiglia che sappia dare l'esempio. Scegliere una donna (possibilmente una per volta se non si riesce una per sempre), amarla, rispettarla (che significa anche non tradirla e non andare a puttane, altrimenti sono chiacchiere e tenetevele per voi) e trattarla bene. I figli vedono questo e questo imparano. 
E a noi consiglio di amare un po' di più. Ma non gli uomini, che già li proclamiamo principi e re, ma le donne. Di amarle davvero. Di trasmettere ai nostri figli e ai figli degli amici un amore autentico per le nostre simili. Non solo se sono sfigate, brutte, racchie, vecchie e grasse. Ma anche se hanno il piglio delle Lolite, o sono streghe, o peggio, belle e intelligenti. Se sono brave, capaci, originali. Se hanno le gonne corte e le gambe dritte. Se il sorriso largo e le chiome bionde. L'amore per le donne, che sono belle, senza per forza distruggerle o annientarle o ancora possederle o stritolarle. Non mi viene in mente altro. Se non di tenere la mano alla bambina di Montalto di Castro e di farle coraggio. Tutto passa. Ma fatti portare via da quel posto. Tu meriti rispetto. E amore. 

Cercate la Bossi Fedrigotti, a pagina 14 del Corsera.





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domenica, 25 ottobre 2009
 FEBBRE ALTA

Non so che modello di influenza sia, se la più di moda oppure vintage. Febbre molto alta e mal di testa, comunque. 

Ci risentiamo quando starò un po' meglio.
Cercate di non ammalarvi, anche voi.
Liz
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categoria:febbre, influenza
mercoledì, 21 ottobre 2009
 TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO

Domani sarà così. A Biella succederà questo. Mi troverò a parlare ancora una volta nello stesso mese, di Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson. E' una strana coincidenza ma colgo l'occasione per dare un senso alla cosa. Se nel primo incontro a Varese, con Jacopo De Michelis, Luca Crovi e Mauro Gervasini, abbiamo fatto una riflessione collettiva sul valore e sul successo del fenomeno Larsson. A Biella mi troverò su un ring simbolico (mica tanto mid dicono), dove sosterrò una tesi scomoda. Uomini che odiano le donne è un libro pieno di difetti, cadute di stile, incostistenze strutturali e via così. Via così saranno solo punti deboli. E' stato un percorso interessante quello che ho intrapreso nell'analisi del testo di Larsson. Costringendomi a guardarlo con occhio molto critico. Lavoro che mi ha portato a mettere a fuoco alcuni meccanismi che hanno decisamente aiutato a favorire "il fenomeno". Meccanismi che non lusingano noi lettori, ma che anzi ci indicano i nostri bisogni profondi, le nostre paure e le nostre difese. Scoperte che già erano intuizioni, ma senza svilire o svalutare il lavoro altrui penso che analizzarlo e utilizzarlo per cercare risposte importanti valga sempre la pena. Non anticiperò nulla perchè la mia sfidante potrebbe sbirciare il mio blog :) ma vada come vada vi terrò informati sul risultato finale, decretato a votazione palese dal pubblico. 

Venerdì, invece, sarò a Canale Italia, a parlare dei miei romanzi Io ti perdono e Femmina de luxe. Che bella parola romanzo. Viene in mente qualcosa per cui vale la pena vivere, e leggere. E scrivere. 




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categoria:canale italia, femmina de luxe, io ti perdono, uomini che odiano le donne
martedì, 20 ottobre 2009
 PASSABILMENTE ONESTI (intellettualmente parlando e scrivendo)

Io sono passabilmente onesto, e ciò nonostante
potrei accusarmi di tali cose, che meglio sarebbe
stato che mia madre non mi avesse posto in luce; 
io sono superbissimo, vendicativo, ambizioso, e
non ho colpe al mio comando, ch'io non abbia
pensieri in cui trasfonderle, immaginazione per
dar loro una forma o tempo per metterle in atto.

Amleto, III, I

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categoria:amleto, onestà
lunedì, 19 ottobre 2009
FACCE BELLE DI SCRITTURA


La scrittura e la lettura ti fanno bella/bello... o giovane. Credo ci sia un nesso tra processo chirografico e rallentamento del tempo. Anche tra lettura e lentezza. Cercherò i riferimenti neurologici. Vedere queste belle facce di scrittura al corso di Monticello Brianza è una conferma empirica. Ai sani e ai malati scrivere e leggere fa bene. Il post di oggi è questo. E finisce
QUI.
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categoria:scrittura, lettura, elisabetta bucciarelli, la passione per il delitto
venerdì, 16 ottobre 2009
 Riflessioni su Abruzzo Cultura

A volte le interviste servono anche per riflettere sul proprio lavoro. Certe domande non le avevo ancora incontrate, e in questa ce ne sono un paio che mi hanno fatto davvero pensare... credo che resterà tra quelle più partecipate che la sottoscritta ha rilasciato fino a questo momento. Grazie a chi me l'ha fatta e a chi la leggerà.


Leggendo il tuo curriculum viene da pensare: una vita nella scrittura. Partiamo da qui, da questa presenza, dal suo “significato”…

“Ogni tanto ci penso anch’io e cerco l’inizio. Ma non c’è un inzio. Esiste invece, da sempre, un grande amore e un profondo rispetto per la parola. Una predisposizone che qualche insegnate illuminato ha intuito fin da subito. Credo che il significato si possa intravedere nel mio disperato tentativo di farmi ascoltare, di essere il più chiara possibile quando dico, e di raccontare storie che conducono, come succedeva a me da piccola, in mondi diversi, dolorosi, ma fertili”.

E sul punto torneremo più avanti. Ora vorrei invece chiederti questo. Sceneggiature, romanzi, saggi, articoli giornalistici: in quale di queste direzioni hai mosso i primi passi?

“Ho inziato con il teatro. A vent’anni sono entrata nel laboratorio di drammaturgia del Piccolo Teatro, ora Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Quindi ho lavorato sulla drammaturgia, dialoghi e monologhi e ho scritto i miei primi testi teatrali. Poi sono arrivate le sceneggiature cinematografiche. Era un momento molto effervescente a Milano, prima di tangentopoli e della fuga generale di tutti. Pieno di stimoli e di incontri capaci di cambiarti”.

continua qui.

 
postato da: labuccia alle ore ottobre 16, 2009 20:37 | Permalink | commenti
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